False Friends: gli errori più comuni che facciamo in Inglese

Imparare una lingua non è un’operazione certo facile, specialmente se – come accade per l’inglese – ci sono parole simili etimologicamente ma dal significato spesso anche opposto. Studiare lingue privatamente, in centri specializzati come www.ilcchieri.com, aiuta anche a riconoscere i False Friends, evitando di fare figure spiacevoli. “A dopo!” Il primo errore commesso molto spesso dagli italiani che parlano in inglese è il saluto corrispondente a “Ci vediamo dopo!” o “A dopo!”. Si tende a tradurre l’italiano dopo con l’inglese after, che però non è corretto in tutti i contesti. Provate, infatti, a dire “see you after!” ad un inglese

errori in inglese

Imparare una lingua non è un’operazione certo facile, specialmente se – come accade per l’inglese – ci sono parole simili etimologicamente ma dal significato spesso anche opposto. Studiare lingue privatamente, in centri specializzati come www.ilcchieri.com, aiuta anche a riconoscere i False Friends, evitando di fare figure spiacevoli.

“A dopo!”

Il primo errore commesso molto spesso dagli italiani che parlano in inglese è il saluto corrispondente a “Ci vediamo dopo!” o “A dopo!”. Si tende a tradurre l’italiano dopo con l’inglese after, che però non è corretto in tutti i contesti. Provate, infatti, a dire “see you after!” ad un inglese madrelingua: difficilmente vi capità.

La forma corretta, infatti, è see you later!

People è singolare o plurale?

Altra questione molto poco chiara agli italiani è People, che significa “gente”. Proprio per il suo significato, e perché “gente” in italiano si coniuga al singolare, gli italiani tendono a mantenere questa regola anche nella lingua britannica, commettendo l’errore di dire o scrivere “people is…”.

Ma il sostantivo People è la forma plurale del sostantivo Person (non esiste Persons, o meglio è desueto) e per questo va coniugato al plurale: People are..

Sembrano amici, ma non lo sono

I false friends (falsi amici) sono parole etimologicamente molto simili tra italiano e inglese, e che però nelle due lingue hanno due significati molto differenti. Per esempio:

  • Eventually, che in inglese significa “alla fine” e non “eventualmente”;
  • Incident non vuol dire “incidente” ma “evento”;
  • Stamp non significa “stampa” ma “francobollo”;
  • Library è il sostantivo inglese per “biblioteca” e non per “libreria” (che si dice bookshop in caso di libreria dove si vendono i libri; bookcase per la libreria intesa come mobile domestico);
  • Preservatives non sono i profilattici ma i conservanti alimentari;
  • Parents non sta per “parenti” ma per “genitori” (“parenti” viene espresso con il sostantivo “relatives”);
  • Sympathy non è simpatia, ma “compassione”;
  • To Abuse è un verbo che significa “approfittare”, e non “abusare”;
  • Chest è “petto”, non “cesto”;
  • Comics indica i fumetti, non i comici.

Doppia negazione

Si tende ad usare in inglese la doppia negazione, come in italiano. Ma nella lingua germanica è scorretto. Non si può dire “I didn’t see nobody” in quanto abbiamo sia la negazione di didn’t sia quella del pronome nobody.

In inglese la forma corretta è “I didn’t see anyone”.

L’uso della S

Molti italiani si dimenticano che la terza persona singolare dell’Indicativo presente richiede la S finale (She writes…; It takes…; He reads…). È una delle cose che si imparano per prime, ma per il fatto che viene poco naturale è anche una delle cose che vengono maggiormente dimenticate.

Il Present Perfect Continuous

Per delle azioni prolungate nel tempo, come “vivo qui da cinque anni”, l’inglese richiede l’uso del Present Perfect Continuous. Gli italiani tendono a tradurre quella frase con “I live here from 2 years”, ma questo è un errore clamoroso.

Si deve usare “Soggetto + Present perfect di “To Be” + Verbo con desidenza -ing”, ovvero:

I’ve been living here for 2 years

Alcuni plurali speciali

La norma dell’inglese prevede che il plurale si faccia aggiungendo una -s al sostantivo singolare, ma non è sempre così. Ci sono infatti alcuni sostantivi che mantengono la medesima forma anche al plurale, come:

  • Information
  • Management
  • Advice
  • Administration
  • Accomodation

Il verbo “To Go”

Il verbo “To Go” in inglese significa “andare”, che in italiano richiede sempre la preposizione “in” e per questo è causa di un altro errore frequente quando si parla in inglese. Infatti, in questa lingua “in” è sostituito da “to”, per cui:

  • I went (forma passata di to go) to England; to Rome.
  • I went home (il sostantivo “casa” non richiede la preposizione).

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